per chi suona il paesaggio

CATANIA
19-20-21-22 maggio
PER CHI SUONA
IL PAESAGGIO
2016

giornate d’incontro tra
operatori / sound artist / persone interessate al
tema del
PAESAGGIO SONORO

paesaggiosonoro.it >>
Oltre le Field Recordings e Soundscape Compositions

Giovedì 19 maggio ore 15.00

TEATRO MACHIAVELLI
Piazza dell'Università - Catania

Albert Mayr / MUSICHE  (IM)PROBABILI

Le nostre attività musicali – ricettive, ideative, esecutive – si svolgono secondo modalità diverse e con livelli di strutturazione diversi.

Lasciamo qui da parte l’attività ricettiva spesso anarchica offerta – o imposta – dai mezzi  di riproduzione elettroacustica nelle situazioni più svariate e guardiamo invece alle modalità caratteristiche della cosiddetta musica colta somministrata in contesti deputati.

Per questa possiamo, molto sommariamente, elencare alcune carattersitiche:

*i suoni “d’arte” (per chiamarli così) saranno di norma più frequenti e più forti dei suoni (più volgari) provenienti dall’esterno e dal pubblico. Per arginare i primi si ricorre a costose misure di isolamento acustico, per arginare i secondi si ricorre alla norma sociale che stigmatizza colui o colei che, p.es.  starnutisce o chiacchiera ad alto volume durante il pianissimo di un quartetto d’archi.

*I suoni d’arte devono essere identificabili come tali, cioè come eventi intenzionali  prodotti a scopi artistici.

*Dopo oltre 2300 anni vengono ancora osservate le tre unità a suo tempo postulate da Aristotele per la tragedia: unità di luogo, di tempo e di azione.

Naturalmente ci sono delle (rare) eccezioni, alle quali si accennerà, ma sorprende, p.es., che anche la stragrande maggioranza dei lavori acusmatici – per i quali l’abbandono delle tre unità aristoteliche potrebbe rappresentare una sfida artistica stimolante e di facile realizzazione – si attengano scrupolosamente ad esse.

Nel workshop penseremo a, e realizzeremo per quanto possibile, piccoli progetti che

*non rispetteranno la gerarchia tra suoni d’arte e altri suoni in termini di presenza e volume;

*lasceranno gli (eventuali) ascoltatori nel dubbio sull’intenzionalità sottostante la presenza dei nostri eventi sonori;

*stabiliranno un rapporto dialettico con i suoni pre-esistenti in loco su una scala che va dall’amalgamarsi con essi al contrasto netto;

*stabiliranno un rapporto dialettico con i tempi e ritmi pre-esistenti in loco su una scala che va dal sincronizzarsi  con essi al contrasto netto;

*potranno essere dislocati, spazialmente e temporalmente, in diversi contesti anche distanti tra di loro.



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