per chi suona il paesaggio

F I R E N Z E
2 - 3 - 4 maggio
PER CHI SUONA
IL PAESAGGIO
2014

giornate d’incontro tra
operatori / sound artist / persone interessate al
tema del
PAESAGGIO SONORO

paesaggiosonoro.it >>
ABSTRACT

Venerdì 2 maggio ore 9.00

LE MURATE PROGETTI ARTE CONTEMPORANEA
Piazza delle Murate Firenze

Andrea Laquidara / Rumori fuori campo. La dispersione sonora nella storia del cinema

Il cinema è composizione di elementi eterogenei. Luci, ombre, volti, oggetti, gesti, paesaggi, durate, suoni, rumori. Nella sterminata memoria del linguaggio cinematografico si possono individuare due diversi percorsi, due estetiche contrastanti e complementari: una apollinea, centripeta, che predilige l’integrazione tra gli elementi, la continuità, l’illusione di realtà, la regia invisibile. Il sonoro è qui integrato il più possibile con il visivo, assorbito pienamente nel rettangolo dell’inquadratura. Il cinema americano classico è l’esempio più limpido di questa filosofia dello sguardo e dell’udito. Vi è poi un cinema dionisiaco, orientato verso la discontinuità, il contrappunto tra gli elementi, l’esposizione dei punti di sutura. Il sonoro è qui elemento di dispersione: stabilendo un rapporto di contrasto con il visivo, suoni e rumori accentuano il carattere centrifugo dell’immagine, segnalandone la parzialità, debordando continuamente dai limiti dell’inquadratura e della narrazione. Dal “Manifesto dell’asincronismo”, redatto dai sovietici sul finire degli anni ’20, alla opaca ruvidità del dialetto parlato dai pescatori ne "La terra trema", fino ai rumori con schermo nero dei film di Kiarostami, il sonoro disperde la chiarezza del visivo, lo sbilancia verso l’esterno, verso il fuori campo, collocandosi nell’intervallo che si apre tra la rappresentazione e la realtà.

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