patrimoni

MERCATO SARACENO (FC)
5.6.7 maggio
PATRIMONI SONORI ITALIANI
negli archivi, nelle fonoteche, nelle mappe

2017

convegno nazionale sul PAESAGGIO SONORO
indirizzato a
operatori / studiosi / sound artist


t
paesaggiosonoro.it >>
ABSTRACT

Sabato 6 maggio ore 10.30

RAD'ART
San Romano - Mercato Saraceno 

Elisa Salvalaggio (Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea "Giorgio Agosti")

Suoni e voci da salvare: il nuovo censimento degli archivi sonori del Piemonte


Nei primi anni Novanta in Piemonte venne avviato un primo censimento dei fondi sonori piemontesi in preparazione di un seminario sugli archivi sonori del territorio promosso dall’Assessorato regionale alla Cultura e dagli istituti della Resistenza della regione. Lo scopo era fornire un quadro attendibile dello stato di conservazione di questo patrimonio culturale e sviluppare argomenti per il dibattito del seminario – che si tenne infine a Vercelli nel gennaio del 1993. Nell’occasione fu inviato un questionario a 670 destinatari, tra enti e singoli ricercatori ritenuti potenziali conservatori di tale tipologia di documentazione. I risultati della campagna di rilevazione – elaborati sulla base delle 92 risposte pervenute – furono poi pubblicati, nel 1999, insieme ad altri interventi sul tema, nel volume del Ministero per i Beni e le Attività culturali Archivi sonori. Atti dei seminari di Vercelli (22 gennaio 1993), Bologna (22-23 settembre 1994), Milano (7 marzo 1995).

A oltre vent’anni di distanza è oggi apparsa forte l’esigenza di ripetere la rilevazione allo scopo di aggiornare la mappa del patrimonio dei documenti sonori presenti sul territorio piemontese. Con il contributo dell’Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte e della Compagnia di San Paolo e in stretta collaborazione con la Soprintendenza archivistica e bibliografica del Piemonte e della Valle d’Aosta, l’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti” di Torino (Istoreto) ha pertanto promosso un censimento su scala biennale dei patrimoni sonori della regione.

Compito dell’Istoreto è quello di raccogliere, ordinare e conservare gli archivi del Cln e delle formazioni partigiane che operarono in Piemonte. Tutta la documentazione originale dell’Ufficio storico del Clnrp è custodita nell’archivio dell’Istituto. La sua attuale consistenza è di circa tre milioni di documenti, la cui descrizione appare nella guida agli archivi della Resistenza, pubblicata dal Ministero per i Beni Culturali nella collana degli Archivi di Stato. Se ne cura attualmente l’informatizzazione, grazie al sistema Archos, progettato e realizzato da personale del nostro Istituto. Il sistema Archos è stato adottato dall’Insmli nel 2014. Ai fondi cartacei si aggiungono i documenti custoditi nella nastroteca e nell’archivio fotografico.

L’obiettivo finale della ricerca è quello di dar vita a una mappatura ampia e aggiornata dei fondi sonori presenti sul territorio piemontese, con particolare attenzione alla rilevazione di tempi e modalità di acquisizione, dell’attuale stato di conservazione e dei livelli di fruizione, in modo da poter ricostruire un quadro complessivo per la valutazione di interventi di tutela e di valorizzazione del materiale censito anche in relazione agli altri i censimenti condotti negli anni a livello regionale e nazionale.

Il campo di rilevazione è stato ampliato rispetto al precedente censimento: oltre alle discipline più marcatamente umanistiche (storia orale, scienze linguistiche, musicologiche, etnomusicologiche e antropologiche), include anche quelle scientifiche (ornitologia, teriologia, acustica ambientale e altre), che a loro volta utilizzano e costituiscono interessantissimi archivi sonori spesso misconosciuti, questo per dar conto non solo di un “paesaggio sonoro” umano ma anche animale e ambientale.

Intraprendere operazioni di censimento come quella in corso non è utile solo a individuare i patrimoni di documenti sonori conservati sul territorio, ma anche a sviluppare in termini statistici la riflessione sulla dispersione di tale documentazione, sulla sua infinità varietà e sul suo intrinseco valore


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